
Dalla terra alla tavola. L'agricoltura e l'allevamento rivestono da sempre un ruolo importante nell'economia di Bologna. Nel corso del tempo il settore primario, che ancora oggi conta più di 10.000 aziende, ha saputo rinnovarsi ed evolvere in tre diverse direzioni: la valorizzazione e la tutela dei prodotti tipici; lo sviluppo di un'industria della trasformazione e della conservazione; la valorizzazione del territorio a fini turistici.
Bologna è nota in tutto il mondo come una delle capitali della cucina italiana. Sul territorio sono operative più di 1.500 aziende dell'industria alimentare con un fatturato superiore ai 4 miliardi di euro e un valore delle esportazioni attorno ai 230 milioni. Le imprese bolognesi sono specializzate nei settori della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi, della lavorazione delle carni, dei prodotti lattiero-caseari.
Sono 14 i prodotti DOC e IGP - tra cui il Parmigiano Reggiano, la mortadella e i tortellini - che costituiscono il vanto della gastronomia bolognese.
Il settore è caratterizzato soprattutto dalla presenza di cooperative, alcune delle quali, grazie a recenti acquisizioni, sono leader a livello nazionale e hanno ulteriormente rafforzato il polo agro-industriale bolognese. Non mancano le imprese multinazionali, ad esempio nella filiera del caffé, come pure le cooperative della grande distribuzione, che stanno progressivamente estendendo oltre confine la rete capillare di punti vendita già presenti in Italia. La distribuzione vanta inoltre il secondo mercato ortofrutticolo italiano, il CAAB (Centro Agro Alimentare di Bologna), che movimenta oltre 350.000 tonnellate di prodotti all'anno e offre anche servizi di logistica, selezione e controllo qualità.