
Al Salone di Ginevra debutterà l'erede della Murcielago
Lamborghini affonda sull'acceleratore nella convinzione che l'innovazione tecnologica spinta e il
necessario rinnovo della gamma possano sostenere il rafforzamento del marchio nelle aree (come l'Asia-Pacifico) in cui già oggi sta riscuotendo importanti successi, ma anche del recupero dei mercati più maturi. Dopo la presentazione a sorpresa della Sesto Elemento - una vettura laboratorio interamente costruita in carbonio - al recente Salone di Parigi e l'annuncio dell'imminente lancio di una ulteriore variante della Gallardo Superleggera, la Casa di Sant'Agata Bolognese si appresta a far debuttare l'erede della Murcielago, il modello top (sia per prestazioni che per fascia di prezzo) della gamma.
L'ultima Murcielago, la numero 4099, è uscita dalle linee di montaggio nello scorso maggio ed oggi questo modello è passato ufficialmente nel museo della Lamborghini, a fianco delle altre iconiche gran turismo che hanno fatto la storia del marchio. Passerà il testimone ad un nuovo modello, che manterrà l'esclusiva architettura del motore V12 e rappresenterà lo stato dell'arte nel sottosegmento delle berlinette ad altissime prestazioni. "Presenteremo questa auto al prossimo Salone di Ginevra, in marzo - ha detto all'ANSA Stephan Winkelmann, presidente e AD di Automobili Lamborghini - e le prime consegne ai clienti inizieranno a metà del 2011".
Di questa nuova auto non si conoscono ancora i dettagli, ma i dealer della Casa di Sant'Agata Bolognese, che l'hanno già vista, hanno espresso giudizi molto positivi, quelli che Winkelmann ha definito "superiori alle nostre aspettative".
Questa berlinetta sarà dotata di un moderno V12 6.5 litri interamente progettato e costruito da Lamborghini ed accoppiato ad un rivoluzionario cambio che unisce i vantaggi delle trasmissioni sportive a quelli delle semiautomatiche, abbassando a valori record i tempi di cambiata. "Ma non
é tutto - ha voluto anticipare Winkelmann - perché stiamo ragionando, viste le richieste che abbiamo avuto, sulla possibilità di realizzare una piccola serie della Sesto Elemento in carbonio. E' una vettura dimostratore, ma per questo ancora più ambita. Se la metteremo in produzione in serie limitata, sarà comunque un'auto non stradale, da guidare solo nei circuiti".